di gaglioffi e puttane

gaglioffi e puttane

Il tango; si, è un’ossessione. Feroce negativa distruttiva. Un massacro del corpo e della mente. La negazione di qualsiasi illusione. La nemesi del buono e del giusto, la dynaton dell’immoralità. Ballo ipocrita e latino. Latino nel modo più sfacciato e deliquente e irrazionale. Detestabile come una telenovela, odioso come un colonello argentino. Arrogante e presuntuoso. Ballo amato dalle nullità e dai profittatori dalle puttane e dai papponi. Oggi, purtroppo, rappresentato vilmente nelle milonghe popolari, ridotto ad intrattenimento dopolavoristico e decoro per scorci storici e moderni delle nostre comunità alienate. Qui, oggi, c’è tutto un sottomondo nostrano ripugnante e gretto, che vivacchia con la bugia del tango in un misto tra finta tradizione fanatismo e “border line” da invasati. Perse le glorie della miseria, del puzzo di fumo e di sudore; perso l’onore del coltello; perso anche il sapore di lugubre erotismo, non resta che una sconcia parata, insulsa e sdolcinata, di comparse tristi.

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