isolani senza humor

Eh, niente… A certi veneziani non piace la satira ( la chiamano goliardia… ). O meglio: piace quando sono gli altri oggetto del loro dileggio.
Un gruppo di presunta satira veneziana ( non faccio il nome per evitare di far pubblicità ) mi banna perché faccio vignette sui veneziani che corrono coi motoscafi ( causando disgrazie ). Eh, non si fa!!
Oggi sabato 19 gennaio 2019 un post del gruppo lamenta che facebook cancelli dal gruppo le persone che non vi partecipano.

Intervengo ribadendo quanto accaduto tempo addietro circa la censura dei miei interventi nel gruppo e vengo quindi bannato. Che assurdità!!! Si lamentano di facebook e poi bannano chi contribuisce con la satira ad un gruppo di satira!!!

Ma non solo, cancellano tutti i miei commenti al post… Incredibile! Si sono spaventati?? Credevano che avessi intenzioni malevoli nei loro confronti? Che mettessi in crisi il loro orticello?

La satira a Venezia è ammessa solo contro chi ci viene come turista. I veneziani sono intoccabili e se protesti scatta il ban. Bea gente!! Scoasse, altro che Goldon.

La storia inizia un paio di mesi fa quando, per puro spirito di satira, pubblico una foto di motoscafi che in laguna sfrecciano in planata mettendo a rischio la vita delle persone. Scrivo anche un articolo ( non di satira ) sull’argomento eccolo qui:
http://www.nicolaeremita.it/padroni-della-laguna-di-venezia/

Pubblico la vignetta in alcuni gruppi veneziani tra i quali quelli di satira di goldoni o roba simile. La vignetta viene cancellata. Mi chiedo per quale motivo?

Ecco le risposte: come vedete questi signori che farebbero satira, l’ammettono solamente nei confronti dei turisti e degli stranieri. Non è ammissibile far satira verso gli stessi veneziani che spesso assumono comportamenti molto stupidi e pericolosi causando anche la morte del prossimo.

Certi Veneti…

Purtroppo certi veneti hanno imparato il brutto vizio degli italiani: l’invidia. E’ una brutta afflizione che porta alla distruzione di qualsiasi idea, progetto, intento, ambizione, desiderio. L’invidia pretende il nulla, assapora l’annientamento di tutto e nasce dalla mediocrità e dalla presunzione dell’ignorante. In questi giorni ho letto troppa arroganza nelle parole stentate e sgrammaticate di certi veneziani che si credono detentori di valori supremi.
Gentaglia quasi analfabeta che assume atteggiamenti da squadrismo e crede, con ciò, d’emulare la tradizione dogale. Cose assurde!
Ai bei tempi della Serenissima era proprio del popolo il sentimento dell’umiltà ( che non è servilismo ) e del rispetto amorevole nei confronti di chi sa.
Qui invece siamo ai moti termidoriani senza alcuna usanza d’intelletto. Rivoluzionari senza abecedario; provocatori da trattoria; grufolatori del golpismo d’accatto. Vergogna!
Questo ciarpame, che stupra i simboli ed i valori ai quali ho avvicinato il mio cuore, ha il fetore dell’usurpatore. Un nulla immondo volgare infido, da ladri di galline.
Vengono in Piazza San Marco per infangare questa celebrazione donata ai veneti. Vengono con le bandiere di San Marco e le vilipendono, alzano la voce ma è un sordido latrato, osano fischiare alla musica, alle arti.
Costoro non sono degni. Non lo saranno mai. Nemmeno per le lignee galere costoro sarebber degni. Io questi li disprezzo. Ho rispetto e stima per chi vuol imporre il tricolore; quelli hanno un onore, hanno un valore, son degni avversari. Questi invece non so proprio cos’abbiano ed il nulla è peggio d’ogni cosa.