spazzolino da denti

lo spazzolino da denti: plastica in esubero!

Una mattina, mentre ero dedito alla regolare igiene orale mi sono fatto i cosiddetti conti della serva. In europa siamo 500 milioni di abitanti che ( si spera ) tre volte al giorno si lavano i denti. Ogni tre mesi circa 500 milioni di persone gettano via lo spazzolino e ne comprano uno nuovo.

Quindi significa che in un anno, solamente in Europa vengono consumati circa 2 miliardi di spazzolini. Ogni spazzolino, così come è indicato nell’immagine qui sotto, è realizzato in materiale plastico derivato dalla raffinazione del petrolio, il nostro caro vecchio petrolio.

spazzolino da denti
spazzolino da denti nelle sue part

Lo spazzolino ha un peso complessivo che varia tra i dieci e i quindici grammi. Se lo volessimo separare nelle sue due componenti principali, lo spazzolino da denti è composto da un manico e da una testa.

Il manico serve all’utilizzatore per maneggiare con destrezza la testa all’interno del cavo orale al fine di effettuare la pulizia dello stesso nella maniera più accurata possibile. Sostanzialmente il manico non va incontro ad alcun logorio nel corso del tempo.

La testa, invece, è sottoposta a pesanti sollecitazioni ed al contatto d’attrito con lo smalto dei denti che è uno dei composti più resistenti del mondo organico.

Infatti ogni tre mesi la testa dello spazzolino è da buttare; ma il manico rimane bello nuovo e lucido.

Quindi cosa accade?
Che ogni tre mesi gli abitanti dell’Europa gettano nel cestino uno strumento che è ancora perfettamente in grado di svolgere il suo compito: il manico dello spazzolino da denti.

Il manico dello spazzolino pesa tra gli 8 e i 10 grammi.

Alla fine di ogni anno tra le 16 mila e le 20 mila tonnellate di plastica vengono gettate nel cestino quando potrebbero tranqullamente rimanere sui lavandini dei cari amici europei.

Che fare?

Se il Parlamento Europeo facesse una legge che mette al bando gli spazzolini da denti composti da un solo pezzo ed obbligasse le fabbriche a costruire uno standard di aggancio a baionetta delle teste degli spazzolini da denti in modo tale da poter sostituire solamente quelle e da non gettare i manici; ogni anno si ridurrebbero i rifiuti di plastica di circa 16 mila tonnellate.

Montanari docet

tomaso montanari

Cito il testo dell’immagine qui sopra:
“Un sistema di società commerciali, curatori seriali, assessori senza bussola e direttori di musei asserviti alla politica sforna a getto continuo mostre di cassetta, culturalmente irrilevanti e pericolose per le opere.
E’ ora di sviluppare anticopri intellettuali, ricominciare a fare mostre serie, riscoprire il territorio italiano.”
Mi sembra uno sproloquio.

Rispondo:
le società commerciali sono quelle che per decenni hanno sponsorizzato la diffusione della cultura in questo paese. Gli imprenditori sono quelli che hanno comprato le opere degli artisti. Qui pare si vogliano demonizzare.

La locuzione “curatori seriali” è priva di significato, come anche la locuzione “assessori senza bussola” che altrimenti potrebbe essere un indizio della non appartenenza politica; ma subito si vuole demonizzare pure quella con la locuzione “direttori di musei asserviti alla politica”.

Sfornare a getto continuo mostre di cassetta significa avere enorme successo di pubblico e di contenuti; quindi anche qui è incomprensibile l’atto di demonizzazione.

L’irrilevanza culturale è un giudizio parziale assolutamente privo di fondamento e contraddittorio con la seguente locuzione: “pericolose per le opere”. Infatti se si tratta di mostre culturalmente irrilevanti significa che si tratta di opere culturalmente irrilevanti, in tal senso quale pericolo correrebbero?

La locuzione “sviluppare anticorpi” è un chiaro occhiolino al linguaggio pseudo-politico dei centri sociali, la parola “serie” invece pare strizzare l’occhio alla democrazia cristiana o ai ciellini. Riscoprire il territorio italiano invece è un ossequio al populismo.

Bravo Montanari che cerca supporto!! Ti sei perso la Boldrini eh?